Come operiamo

Il CETA muove dall'assunto che la conoscenza, il rispetto e l'applicazione delle norme relative alla tutela degli animali, e ai diritti umani a tale ambito connessi, rappresentino la “dimensione di default” per la Facoltà. Il rispetto delle leggi vigenti in tale settore rappresenta non solo la linea dei comportamenti dovuti, ma anche dei comportamenti minimi imprescindibili da parte di tutta la comunità dei ricercatori, degli studenti e più in generale del personale.

I nuovi ruoli della discussione etica all'interno degli Atenei  non terminano con il rispetto della legalità, ma piuttosto da questa cominciano, se l’etica ha la funzione di proporre atteggiamenti proattivi, guardando al tessuto normativo che regola la ricerca e l'insegnamento come ad una realtà dinamica e contribuendo insieme ad esso a fornire i mezzi per la concretizzazione dei comportamenti.

Ciò premesso, il CETA si propone di individuare un percorso che parte dagli obblighi di legge (livello 1: rispetto della legalità), si muove in avanti nel fare proprie le indicazioni dei documenti normativi non vincolanti e dei principi di etica della ricerca largamente condivisi (livello 2: etica consolidata). Lavora poi su di un terzo livello, quello della discussione ed  elaborazione di comportamenti e principi che superano quanto già esistente e più o meno condiviso e portano lo sguardo al futuro per promuovere  comportamenti etici sempre più attenti (livello 3: etica proattiva).